A proposito della oramai famosa "tassa sul lusso"
08/02/2007
Tanti clienti ci chiedono delle precisazioni sulla oramai famosa "tassa sul lusso" introdotta da qualche mese in Sardegna. La legge approvata dal Consiglio Regionale prevede un'imposta annuale "sulle case ad uso turistico" che si trovino ad una distanza inferiore ai 3 km. dalla linea della battigia marina. La tassa che è dovuta solo dai proprietari non residenti sull'isola, è pari a euro 900,00 per fabbricati con una superficie fino a 60 metri quadrati. Sale a euro 1500,00 per gli immobili tra i 61 metri quadrati e i 100 metri quadrati. Gli euro diventano 2.250,00 quando la superficie è compresa tra i 101 mq. e i 150 mq. Diventa poi di 3.000,00 se i metri quadri sono tra 150 e 200 mq. Oltre si deve aggiungere ai 3.000 euro un supplemento di euro 15 per ogni metro quadro in eccedenza. La normativa inoltre prevede un aumento delle sopracitate tariffe del 20 per cento se l'immobile si trova entro la fascia dei 300 mt. dal mare. L'imposta dovrà essere versata in un'unica soluzione nel mese di Novembre.
Perchè questa ulteriore tassa sugli immobili?
Dal sito della Regione Sardegna il Presidente dott. Renato Soru precisa che: "mentre la seconda casa per una delle tante bellissime città di Italia è semplicemente un altro aspetto dell'economia di quel luogo, per noi le seconde case sono una parte fondamentale del tessuto economico. E' la nostra piccola impresa e in questo momento si trova in gran parte sommersa e quindi senza alcun beneficio economico per il bilancio pubblico". Il Presidente Soru si auspica una Sardegna con un numero più alto di residenti ecco quindi che lui stesso suggerisce ai tanti proprietari della penisola che possiedono un immobile di Sardegna "di trasferire la propria residenza in modo tale da potervi annoverare non più fra i ns. ospiti ma fra i ns. residenti".
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